Non furono dei rumori piacevoli quelli con cui l’isola di Zante accolse Paolo Fortunati, bensì quelli di un semiasse messo a dura prova da un profondo scalino e quello della coppa dell’olio della sua Renault contro il cemento. I marinai e gli operatori dell’ultimo traghetto Killini – Zacinto avevano ormai voglia di andare a casa e avevano posizionato con troppa fretta i materiali che dovevano attutire il passaggio delle macchine dall’acciaio del traghetto all’asfalto del molo. Così, la prima cosa […]