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Kick it in. La buffonata mondiale è finita. E poteva andar peggio.

Pubblicato il 20 Lug 2026

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Viene quasi da rammaricarsi che il successo meritatissimo della Spagna nella finale del mondiale abbia un poco normalizzato una delle più grandi buffonate sportive mai organizzate nella storia dell’uomo.
Di certo la più grande in un evento di questa rilevanza.

Se Donald Trump pensava di uscire rafforzato nell’immagine da questi mondiali ha sbagliato di gran lunga i suoi conti. E i fischi dello stadio di New York e le mancate strette di mano  durante la premiazione, nonché l’imbarazzante “scusa che te sposti che dobbiamo fare la foto?” che praticamente gli ha detto Rodrigo (solo questo giustifica il premio come migliore giocatore del mondiale) prima di alzare la coppa, hanno fatto il giro del mondo ridicolizzando. Ammesso che si possa ridicolizzare chi è già totalmente ridicolo.

Peggio di lui solo Infantino, buffo maggiordomo che ha consegnato il soccer ai petroldollari Arabi e statunitensi  per vedersi restituire questo bruttissimo mondiale.
Al di là delle chiacchiere, dei numeri dell’audience televisiva meno affidabili di quelli del lotto e degli strilli di qualche esaltato spacciato per telecronista (Bruno Pizzul, quanto ci manchi!!!) di questo mondiale da queste parti non è fregato nulla (quasi) a nessuno. E non per l’ormai consueta mancanza della nazionale azzurra.
Noi l’abbiamo seguito per quel che era possibile (non certo nel marasma delle cinque partite al giorno) e abbiamo provato anche a innamorarci delle poche cose buone, il calcio champagne francese e il molto più pragmatico tiki-taka spagnolo, con la sfida che si è risolta decisamente in favore di quest’ultimo. Ci siamo appassionati, grazie a Kane e Bellingham, talenti cristallini che ad ogni tocco di palla fanno innamorare del calcio, dell’ennesimo tentativo della nazionale inglese di tornare a vincere. Squadra fantastica a nostro avviso con numerosi giocatori che sono i migliori o quasi nel loro ruolo, (Konsa, Saka, Spence, Rice) ma tradita dal suo allenatore per il quale ogni commento è pleonastico. Diciamo solo che era dai tempi di Trappattoni e del vergognoso Italia – Messico 2002 che non vedevamo l’anticalcio in azione a questi livelli.
Abbiamo seguito i sogni di gloria dell’Egitto e della Svizzera che si sono ingiustamente infranti contro la VARgentina.

Inspiegabile davvero, a meno di non chiamare in causa la forte amicizia fra il buffone Trump e il suo analogo Argentino Millei, il fatto che alla biancoceleste in questo mondiale sia stato consentito tutto e praticamente mandata in finale a forza di spinte.
Era dai tempi della Corea del Sud nel 2002 che non vedevamo arbitraggi così scandalosi volti palesemente a favorire una squadra, e almeno lì c’era la giustificazione che erano i padroni di casa. Vergognosi gli ottavi di finale con l’Egitto (il cui allenatore Hassan è per noi il vincitore morale del mondiale), assurdo il quarto con la Svizzera in cui ogni decisione arbitrale è stata spudoratamente a favore della squadra di Messi.

Nella semifinale con l’Inghilterra  poi solo i demeriti inglesi, molto maggiori dei torti subiti, hanno ridimensionato gli aiuti arbitrali. Ma dopo dieci minuti di gioco sia Mc Allister che Simeone avevano colpito alla nuca con gomitate e pugni Anderson durante azioni di gioco e dovevano essere espulsi. Tanto più per la chiarezza dei fatti mostrati nei  replay, ma della Var nessuna traccia.

Anche ieri sera l’espulsione di Fernandez non può nascondere il fatto che Leandro Paredes (già ammonito) doveva essere espulso almeno in tre occasioni e soprattutto che alla Spagna è stato annullato un gol assolutamente regolare a Nico Williams nel secondo tempo regolamentare (anche qui Var clamorosamente assente) e che il raddoppio di Torres più lo si rivede al replay più è evidente che la tecnologia del fuorigioco elettronico è ampiamente opinabile a seconda del fotogramma che si usa (ma questa è una storia vecchia fin dal gol di Turone).

Ma alla fine ha vinto la Spagna, Trump ha fatto una figura degna del buffone che è, Yamal ha festeggiato con la bandiera della Palestina e dato la medaglia a sua madre che ha attraversato il deserto mentre era incinta e va tutto bene. Diciamo che va bene mentre Trump e i suoi complici europei come la Meloni ordinano altre deportazioni di migranti.

Chiudiamo gli occhi, diciamo che va bene. Ma il calcio e la sua credibilità come sport in questo mondiale è stata colpita al cuore.
O la Uefa (della Fifa di Infantino non ne parliamo neanche) prende provvedimenti immediati, oppure il gioco più bello del mondo durerà poco e diventerà una buffonata yankee.