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Aspettando la fine del mondo. Un po’ di malsano ottimismo.

Pubblicato il 3 Set 2026

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I gay qua in Italia hanno tutti i diritti: se vanno all’ospedale li curano, se vanno per la strada possono tranquillamente guidare, se vanno a scuola hanno gli insegnanti.

Roberto Vannacci

Ci abitueremo al clima caraibico, non vuol dire che moriremo. I Caraibi vivono da un sacco di tempo con questo clima e sopravvivono

Ignazio La Russa

Eco dimentica le radici comuni di fascismo e comunismo evitando di porre le basi per una riflessione critica sul secondo. […] Il fatto che il comunismo non sia associato nel discredito è anche uno dei punti di ambiguità del dibattito odierno su fascismo e antifascismo. Un dibattito che non ha colto i rischi autentici del “totalitarismo eterno” (Ur-Totalitarismus), pretendendo strumentalmente che esso si identifichi e si esaurisca con il solo fascismo.

Giuseppe Valditara – ministro della distruzione 

No, non c’è niente da essere ottimisti leggendo questo piccolo catalogo di castronerie recenti.

Di certo, per la persona e più che altro per il ruolo che ricopre, l’ultima è senz’altro la più preoccupante di tutte. E non certo perché un peto in libertà possa scalfire l’immagine di Umberto Eco, ma solo perché dimostra che una persona incapace di capire un testo chiarissimo e lineare come le lezioni sul fascismo eterno sia l’apice culturale di un governo che a questo punto sarebbe stato cacciato anche dagli abitanti di South Park.

No, non abbiamo assolutamente voglia di stare pleonisticamente  a ricordare che Umberto Eco lo Stalinismo lo aveva ben inserito nelle forme di Ur-fascismo; se qualcuno non vuol capire la differenza fra Stalinismo e Comunismo (o Marxismo- Leninismo o Socialismo Rivoluzionario che dir si voglia) lo lasciamo beatamente crogiolarsi nella sua ignoranza, che a discutere con certa gentaglia c’è solo da rimetterci in tempo perso e salute mentale.
Come si sa da tempo discutere con chi nega i fatti è come giocare a scacchi con un piccione; tu muovi il primo pedone e lui con il becco butta tutti i pezzi per terra, poi ti caga sulla scacchiera e se ne va impettito convinto di aver vinto.

Il fatto è che mentre leggevamo queste ultime flautolenze dei neofascisti al governo, o di chi è più fascista di loro, avevamo modo di conversare con alcuni amici, proprio in questi giorni, sulla filosofia Kinghiana della resistenza contro il male, sulla scienza fantastica di Asimov confrontata con quella di Cixin Liu, del senso di colpa per crimini forse non commessi o non ancora commessi di Agata Kristof e anche di come si possano amare e odiare allo stesso tempo le scritture di Paul Auster e Tim Roth. E sì anche di come la filosofia, anche nelle forme di poesia e letteratura, sia un lungo rincorrersi di critiche ai filosofi precedenti per cercare sempre un modo di migliorare veramente questo mondo.

E così mentre cercavamo di capire cosa salvare di Platone, Descartes e Freud davanti a due caffè, una signora si è avvicinata dicendoci “È un piacere sentirvi parlare di queste cose – e poi dopo un lungo sospiro –  ma com’è possibile che da questi filosofi siamo arrivati a Vannacci e Trump?”

Dopo le inevitabili risate salvifiche e delle battute ironiche che sono seguite, in realtà è una domanda che molti si pongono e ripropongono spesso, ovvero: “Come siamo arrivati a questo punto?

Al di là della risposta scientifica che ci sta a cuore, e cioè che l’evoluzione biologica non è un progresso e tanto meno una linea dritta verso ciò che è migliore e sono sempre frequenti i fenomeni che noi intendiamo come “regressione”,  vorremmo aggiungere una cosa a mente fredda. Non è che ai tempi di Kant o di Leopardi o di Pasolini o di Umberto Eco non ci fossero idioti.

C’erano come ci sono sempre stati e sempre ci saranno, e non certo in misura tanto inferiore. Quando Charles Darwin proclamava le comuni origine di ogni etnia umana sulla terra, c’era anche allora l’idiota razzista che organizzava la truffa di Piltdown… era l’equivalente di chi oggi urla “remigrazione!

Quando Galileo e Copernico svelavano i moti degli astri c’era il cretino che li sbeffeggiava e li inquisiva… l’equivalente del negazionista climatico odierno.

Parimenti mentre Leopardi e Schopenhauer elaboravano manifesti intellettuali che invitavano gli uomini a unirsi contro la natura matrigna e indifferente qualcuno pensava di essere il prescelto alla guida del mondo intero come tanti altri buffoni che continuano a susseguirsi fino ai nostri giorni.

Però oggi chi leggiamo per ispirarci? Non certo gli appunti del razzista Fitzroy, ma i taccuini di Sir Charles; non certo il Mein kampf (a parte alcuni imbecilli per l’appunto) ma di zibaldoni e della libertà del volere umano.

Insomma, la Verità Eterna Assoluta e Indiscutibile che volevamo comunicarvi con questo pezzo è che, per carità, di certo l’Umanità è su una pessima strada e grazie alla bulimia dell’inutile lusso della sua parte più ricca rischia finanche l’estinzione. Però non per questo dobbiamo stare a preoccuparci delle flatulenze di qualche servo dei servi.
Abbiamo di meglio da fare.
Il che non vuol dire ignorarli. Anzi! Affrontiamoli, ridicolizziamoli, deridiamoli ma senza aver paura. Anche perché peggio di costoro c’è e ci sarà sempre chi li utilizzerà per i soliti fini elettorali fomentando la paura del baubau di turno. Già li sentiamo: “Il programma di questa coalizione è uno schifo, non c’è la patrimoniale, la sanità pubblica o il welfare e neanche i diritti civili… ma che vuoi far vincere Vannacci?”

E allora, in questa fine estate e giunti quasi al primo mese senza il maestro Guccini a confortarci, ci preme ricordarvi che il metodo di lavoro è sempre quello: partecipazione, condivisione, discussione ed esclusione degli ur-fascisti.
Chi c’è, che sia il benvenuto, “Dite amici ed entrate”… tanto per riprendere un noto anti-totalitarista del passato.
E per gli altri…

Tornate a casa nani, levatevi davanti
Per la mia rabbia enorme mi servono giganti