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La linea gotica – I viaggi nel tempo (Fine dei giochi per i Vendicatori)

“Corri e corri per raggiungere il sole,
ma lui sta tramontando,
fa il giro di corsa
per rispuntare di nuovo alle tue spalle.
Il sole è sempre lo stesso,
relativamente parlando,
ma tu sei più vecchio,
hai il fiato più corto
e sei un giorno
più vicino alla morte.”

Time – Pink Floyd

 

Sintetizzando quel che ho scritto nell’appendice del mio “Il futuro di una volta” ammesso e non concesso che:

  1. non esista la Censura Cosmica einsteniana;
  2. che nel ponte di Einstein-Rosen o wormhole che dir si voglia possa passare anche materia e non solo energia;
  3. che questa materia non si spaghettifichi per gli effetti gravitazionali e venga così soppressa qualunque forma di vita cosciente ad essa associata;

quello che succede alla linea temporale dell’universo quando qualunque cosa faccia un viaggio a ritroso nel tempo si riduce a due possibilità.

La prima è che il viaggiatore resti sulla stessa linea temporale modificandola.

La seconda è che generi un universo parallelo per cui questo seguirà la sua linea temporale in cui gli eventi saranno in qualche modo, più o meno significativo, diversi dalla linea temporale originale.

In questi giorni Avengers: Endgame è stato riproposto al cinema per preparare gli spettatori al nuovo kolossal Doomsday che arriverà a Natale. Visto che quando uscì avevo sospeso il giudizio per la magnificenza della pellicola e concesso il benificio del dubbio alla trama sui viaggi nel tempo, sono tornato a vederlo in sala munito di blocco degli appunti.

 

[NB: Da qui in poi spoiler come se piovessero]

 

Riassunto necessario di Avengers: Infinity Wars prima di andare avanti.

Thanos essere quasi divino si accorge che l’Universo è condannato perché ha troppi abitanti che consumano troppe risorse. Raduna il suo esercito invincibile e comincia a cercare in un infinità di guerre nell’universo le sei gemme dell’infinito (spazio-mente-realtà -potere – tempo- anima) che conferiscono a chi le ha tutte un potere illimitato degno di qualunque dio. Il suo piano è semplice: annientare metà delle forme viventi dell’Universo per consentire a questo di sopravvivere.
Da qui la battuta di Leo Ortolani ripresa praticamente da chiunque che ignori le leggi delle termodinamica: “Se avesse avuto anche la gemma dell’intelligenza avrebbe raddoppiato le risorse.”
La battuta ci sta, chi la riprende a casaccio molto meno, perché nessun potere divino può fare in modo di raddoppiare la materia/energia di un sistema chiuso (l’universo per l’appunto) che resta per definizione costante. Scusa Leo, ma alla Termodinamica neanche gli dei possono sottrarsi.
Tutte le forze del bene lo contrastano, Vendicatori e Guardiani della Galassia compresi, ma Thanos è veramente ineluttabile come si definisce, alla fine del film schiocca le dita e metà delle forme di vita dell’universo.. puff! Si volatilizzano in tanta cenere nera.
In Endgame, i supereroi sopravvissuti decidono di andare indietro nel tempo per cambiare il corso degli eventi.

Fine del riassunto.

Ho avuto quindi modo di confermare la disastrosa impressione sulla trama che avevo avuto in prima visione.

Disastrosa perché alla base di questa storia non c’è una voglia di costruire “altre soluzioni” alle teorie dei viaggi temporali ma solo un’enorme pigrizia intellettuale degli sceneggiatori.

Semplicemente si sono resi conto che avevano messo troppi intrecci da poter districare in modo coerente lungo le linee temporali, quindi hanno dichiarato (anche per bocca degli stessi attori del film): “la scienza non dice nulla sui viaggi nel tempo quindi facciamo tutto quel che ci pare.”

Sbagliato cari Markus & Mc Freleey, perché dove la scienza non è ancora arrivata c’è pur sempre la logica che non può essere contraddetta in modo così grossolano.

La stessa logica che avevano usato per gli X-Men: giorni di un futuro passato tanto per dire… sarebbe bastato che vi foste un poco guardati attorno nello stesso universo Marvel.

Gli errori sono molti, mi limito a quelli enormi.
Intanto ciò che è alla base della trama del film: nel microverso quantico non ci sono le stessi leggi del nostro universo e il tempo funziona in modo diverso.
Vero. Anzi, tanto per rimanere nella scienza e nella logica, possibile.
Ma è possibile lì, non nel nostro universo. La storia non è ambientata nel microverso quantico come la maggior parte delle avventure di Ant Man ma questo viene usato solo come mezzo per spostarsi nel tempo del nostro universo. Il che è anche ammissibile. Ma comunque la logica del tempo, una volta compiuto il viaggio temporale, deve essere quella del nostro universo e non di quello quantico.

A seguito di questa considerazione crolla tutta la trama.
Thor torna indietro nel tempo ad Asgard e lì recupera il suo martello prima della distruzione di questo. Vuol dire che tutte le scene in cui Thor usava il martello fra i due momenti non possono più essere esistite.

E così come Capitan America nel finale sceglie di non tornare dai suoi amici con cui ha fermato Thanos ma di restare nel 1940 e vivere la vita insieme alla sua amata.
Bella pe’ te, capitano o mio capitano dalle chiappe più belle d’America (cit. dal film), avremmo fatto la tua stessa scelta. Ma questo vuol dire che nell’Universo Marvel Steve Rogers potenziato aka Capitan America non c’è più! Non ci sarà nella WWII  a combattere contro il Teschio Rosso, né a svelare i complotti dell’Hydra né a fermare la prima invasione aliena a NY.

O è così, o significa che è stata duplicata/raddoppiata la materia costituente il martello di Thor e dello stesso Capitan America. E, semplicemente, non si può fare… (no, non si può giustificare con l’aumento della panza di Thor, quella era birra); è lo stesso motivo per cui Thanos non può raddoppiare le risorse dell’universo invece di dimezzarne la popolazione.

Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma.

Legge di conservazione della massa di Lavoisier, contenuta anche nel Primo Principio della Termodinamica.

Scena ancora peggiore: Nebula che uccide la se stessa del passato ma lei rimane lì, viva, nella stessa linea temporale.
E qui non siamo neanche più al “facciamo quel che ci pare!” qui siamo allo stupro della logica con sberleffo al paradosso del nonno. Troppo, davvero troppo incoerente. Dopodiché il film risulta godibile per la sua epicità (da fumetto) e spettacolarità, ma resta un disastro di trama e un ennesimo esempio della terribile carenza di buoni sceneggiatori a Hollywood.

Visto che ci siamo, vi propongo una breve rassegna di promossi e bocciati (nel senso della coerenza interna delle storie) che hanno tirato in ballo i viaggi nel tempo nelle loro produzioni.

Promossi

Terminator: tutto praticamente perfetto fino al quarto episodio Salvation. Così perfetti che la nuova casa di distribuzione ha dovuto rimediare con i disastrosi Genesys e Futuro oscuro.

Star Trek IV / Star Trek Generazioni: Film per i supernerd fan del vecchio Star Trek, registi e produttori non si potevano permettere errori o sarebbero stati perseguitati e buttati in una prigione Klingon.

Star Trek – un nuovo inizio: la bella trilogia di JJ Abrahms inizia con un viaggio nel tempo dovuto ad un wormhole. Questo permette sia una linea temporale diversa degli eventi narrati nella linea Kirk/Picard, sia a Spock (Leonard Nimoy) di dare qualche consiglio al se stesso giovane (Zachary Quinto). E sì… lo ammetto: quando nel terzo capitolo, Beyond (con Leonard Nimoy scomparso da poco) Zachary Quinto apre la scatola con gli effetti personali del se stesso proveniente da altra linea temporale (Nimoy) e trova la foto della plancia di Star Trek con tutti gli altri attori della linea classica, ho pianto senza ritegno.

Men in Black 3: deliziosamente perfetto, anche qui con qualche lacrimuccia di commozione, noi nerd in fondo in fondo siamo dei cuori teneri.

L’esercito delle dodici scimmie: che dire? La vera bibbia dei time travellers, parlarne per me sarebbe farne apologia.

Ritorno al Futuro: promosso perché non si può bocciare. Anche se resta clamoroso e inspiegabile l’errore nel II capitolo (come  Sheldon in una puntata di The big bang theory illustra in modo magistrale) in cui Biff, dopo aver dato a se stesso l’almanacco delle scommesse, torna in una linea temporale in cui non può tornare.

Interstellar: quasi tutto perfetto anche scientificamente, se non fosse che l’eroe americano non muore neanche quando si tuffa in un buco nero (vedi la già citata spaghettificazione causata dagli effetti gravitazionali).

The Edge of tomorrow: lo inserisco fra i promossi perché il 99% del film è coerente (e spettacolare). Il finale rovina tutto (parlando di coerenza temporale) sempre in base al principio che l’eroe americano non può morire. Se si tratta di Tom Cruise poi neanche a pensarci.

OMAC: (fumetto) ovvero One Man Army Corp nella meravigliosa rivisitazione di John Byrne, meraviglioso sotto ogni punto di vista. Nella versione dei quattro albi o dell’opera omnia rimediatelo in fumetteria o su ebay! Vale ogni euro che spenderete per farlo.

X-Men: Giorni di un futuro passato: Apice del lavoro di Chris Claremont sui mutanti, anche il film non è male… ma se avete un rene in più da offrire potreste trovare anche la versione a fumetti originale.

Paycheck: da un racconto di P. K. Dick un ottimo lavoro di John Woo con Ben Affleck.

Source Code: bellissimo film con Jake Gyllenhall diretto da Duncan Jones

Donnie Darko: capolavoro della cinematografia, il viaggio nel tempo propriamente detto qui è quasi una parte marginale della storia. Quello che conta è “La filosofia dei viaggi nel tempo – di R. Sparrow”. Una volta visto fatevi un grande piacere e risparmiatevi il pessimo sequel S. Darko.

22/11/’63: bellissimo libro di Stephen King che fa un uso un po’ spericolato del concetto di censura cosmica.

 

Bocciati

Tenet: supercazzola termodinamica di Cristopher Nolan che del resto un brutto film lo doveva pur fare prima o poi. Parte da una vera e propria castroneria scientifica secondo cui mediante “l’inversione dell’Entropia” si possa andare indietro nel tempo come in un nastro magnetico quando schiacci il rewind. Peccato che tutti i condizionatori, frigoriferi e pompe di calore (tutti processi a “entropia invertita”) siano ancora nel nostro tempo e non sono spariti attraversando al contrario la nostra linea temporale. Film incomprensibile neanche per i più volenterosi armati di taccuini per gli appunti.
Scherzo, in realtà nerd più volenterosi di me lo hanno fatto e hanno detto che è coerente. Qui sotto lo schema non troppo difficile da seguire… rispetto a quello delle scissioni della sinistra italiana dico.

Looper: cast stellare per un film insostenibile e pieno di un’infinità di errori logici. Salvabile solo la battuta di Bruce Willis: “Quando si parla di viaggi nel tempo inevitabilmente si finisce a far disegni su un foglio di carta”.

Dark: serie assurda che parte in modo intrigante ma poi si perde in troppi viaggi temporali mescolando finanche gli universi paralleli; impossibile da seguire e da verificarne la coerenza. Fermata per pietà prima che gli sceneggiatori chiamassero in ballo angeli e demoni e facessero piovere Kraken dal cielo.
Eppure la colonna sonora pazzesca ne giustifica la visione a patto di non cercare di seguire la storia; se ci provate preparatevi a mal di testa a grappolo e ad arrivare alla “soluzione” del film sentendo l’ultima battuta: “Adesso Regina potrà vivere la sua vita!” … mentre siete sul divano con gli occhi sgranati chiedendovi: “Ma chi cazz’è Regina?”.

Di seguito il semplice schema degli intrecci nella terza serie preso da wikicrucca.

Old: film di M. Night Shalyman, regista capace di passare dal 10 con lode del Sesto senso allo 0 con insulti di Trap. In questo caso sta nel mezzo ma il voto finale non può andare oltre il 5.
L’idea alla base è molto interessante: c’è un luogo della terra (una spiaggia) dove il tempo scorre molto più velocemente (mezz’ora corrisponde a un anno). La spiaggia è esclusiva per gli ospiti presenti nel resort extra lusso che la sovrasta; ma questi sono tutti vincitori di misteriose vacanze premio. Si scopre quindi che fungono da cavie per l’industria farmaceutica che, grazie all’accelerazione temporale, testa su di loro in un solo giorno farmaci per malattie confermandone l’efficacia o scoprendone gli effetti collaterali in tempi molto brevi ed utili al mercat… ehm… a salvare vite umane, ovvio.
Peccato che poi questo tempo che scorre veloce vale per alcune cose (come le ferite che si rimarginano subito) ma non per altre (cibi e panini che restano immuni all’effetto che li dovrebbe rendere subito stantii, poi ammuffiti e quindi marci; o alla coppia presente già sulla spiaggia all’arrivo dei turisti mattinieri e su cui la notte non aveva avuto l’effetto temporale).