Aspettando la fine del mondo, Blog, In evidenza

Aspettando la fine del mondo. La piazzetta per l’Europa.

Pubblicato il 14 Mar 2025

Scritto da

Etichette: , , ,

 

Riassumendo: l’uomo sull’amaca che ai tempi della pandemia inveiva contro i runner e gli aperi-giovani meravigliandosi di come non tutti stessero nella propria villa con tenuta invece di andarsene in giro ad assembrarsi, si sveglia una mattina dopo tre anni di guerra in Ucraina e vedendo che la sacra unione europea del bene è stata sodomizzata da Biden e Trump, cosa fa?
Convoca così, neanche fosse Garibaldi, una piazza per salvare l’Europa.

Chiaramente se fosse stato non diciamo uno qualunque, ma anche il più seguito influencer italiano, la risposta quasi unanime sarebbe stata: “È arrivato pensace!”

Ma dato che il signore in oggetto invece da anni pontifica sull’ammiraglia Gedi della disinformazione euro-bellica, ovvero la repubblica (che ha finalmente superato, verso il basso, byoblu e radio kabul in attendibilità), cosa succede?
Il nulla intellettuale, ovvero l’accozzaglia dei partiti italioti di pseudo-governo e pseudo-opposizione dicono: “Bell’idea ci stiamo, anche perché se dobbiamo aspettare che esca una proposta dai manichini che ci siamo messi nelle segreterie stiamo freschi.”

Capita una curiosa coincidenza però: la sterminatrice di lupi belga, nonché la donna della pioggia per chi ha le azioni di aziende produttrici di armi, fresca della già citata sodomizzazione russo-americana che gli ha fottuto in un colpo solo terre rare, gas e porti sul mar nero, decide di far partire la campagna per il riarmo europeo (come se ci fosse mai stato un disarmo); ovvero 800 miliardi dei nostri euro che invece di essere spesi in scuola e sanità andranno a chi produce macchine per uccidere le persone.
Ora l’uomo sull’amaca, se avesse conservato qualche neurone di quando scriveva su Cuore- settimanale di resistenza umana, avrebbe prima bestemmiato tutti i santi e poi annullato tutto, o quanto meno, trasformato la manifestazione in una richiesta di pace sotto l’unica bandiera possibile, quella arcobaleno.
Evidentemente però era uno di quelli che stavano nei movimenti solo perché  si rimorchiava più figa, quindi insiste e rilancia, del resto come annullare una manifestazione che ha messo d’accordo in questo paese la destra e la destra che si fa chiamare sinistra?
Fanno eccezione, in questo contesto, la Lega il cui portafogl… ehm cuore è saldamente consacrato a Putin e non può mica essere europeista e il paio di stelle rimaste guidate dal Conte in cerca di una nuova presentabilità.

Risultato: quel che restava della società civile non partitica, già messa dura prova da inversioni politiche a U, pandemie mal gestite, finanziamenti azzerati comincia a litigare. Ovvio, del resto quando mai non l’ha fatto?
E così la Cgil tornerà in piazza riunendosi nella triade con Uil e Cisl prendendosi vaffa da quasi tutti i suoi iscritti, con numerose tessere che sono già state strappate e Landini che dice “però porteremo la bandiera della pace, esticazzi!” (l’esticazzi si è materializzato da solo prima che finisse la frase). L’ANPI dovrebbe andare anche se le sezioni sono in piena rivolta; Emergency e l’Arci hanno fatto sapere che ancora sanno da che parte stare, Amnesty ha fatto finta di non aver sentito l’appello, Peacelink ha detto in sostanza: “Serra ma ti sei rincoglionito?”.

Alla fine chi ci andrà in piazza della società civile? Legambiente (evidentemente non sono aggiornati della retromarcia sul green deal), la Comunità sant’Egidio e gli scout. Molti cattolici (vedi Alex Zanotelli) hanno già disertato, ci sarà invece Don Ciotti con Libera (per lui neanche la scusa che era nei movimenti per rimediar figa è valida) e pochi altri in modo unitario e senza grosse polemiche interne.

Dopo il disastro ucraino e la Brexit (ma anche dopo la tirchiaggine dimostrata nel comprare i vaccini alla fine del 2020) era il momento ideale per aprire un ampia discussione sull’Europa e il suo ruolo, ridiscutere se ha senso un parlamento europeo che non conta nulla e un Consiglio Europeo in mano ai bilanci bancari, se serve qualcosa una CEDU che da dieci anni a questa parte nel 90% dei casi nelle cause sui diritti si limita dire “non è compito nostro”.
Era il momento giusto per aprire la discussione, i Partiti e i loro servi la chiudono con una demenziale manifestazione che riconsegna carta bianca alla Von der Layen.

Come al solito invece l’altro obiettivo, quello sempre in mente nella testa dei governanti italici, è stato raggiunto. Spaccare di nuovo la società civile e portare l’acqua al mulino delle banche che ci garantiscono la nostra amaca quotidiana.

E il fatto che qualcuno chiamerà queste ultime tre righe “complottismo” invece si”sintesi dopo l’analisi” è ampiamente indicativo di come siamo messi. Perché ormai è chiaro, e non da oggi, che QUESTA Europa, non è quella che avevamo in mente quarant’anni fa. QUESTA Europa, quella a cui vi stanno chiamando in piazza, serve solo alle banche e ai produttori di armi.

Allora offendetevi pure voi che sabato sarete in piazza, ma sostenere QUESTA Europa oggi può voler dire solo due cose, o siete dei ricconi stracolmi di azioni della Leonardo o non ci avete davvero capito nulla.