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Project Hail Mary

Pubblicato il 15 Apr 2026

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Che il film Project Hail Mary  sia tutto sommato godibile come commedia drammatica e surreale non ci sono dubbi.
Sul fatto che sia un buon esempio di sci-fi invece ce ne sono fin troppi.
Non è certo originale e questo è evidente fin dalle premesse, ovvero l’ennesimo risveglio di un astronauta/protagonista che non si sa dove si trova e il Sole che si esaurisce. Ennesima volta che quest’ultimo pretesto viene usato, almeno centinaia di volte dai tempi di “Ai confini della realtà – il sole a mezzanotte“.
Ma tutta la situazione proposta nella pellicola non può che richiamare pesantemente e continuamente alla memoria Spaceman con Adam Sandler del 2024.
Film quest’ultimo bistrattato pressoché da tutti ma non certo da noi. Comunque nell’insieme era di certo superiore a questa nuova pellicola. Non capiamo proprio la differenza nell’accoglienza dei due film, ma forse l’aracnide ipnotico e filosofico di Johan Renck era troppo inquietante per l’anestetizzato pubblico di oggi che preferisce i simpatici eridiani rocciosi che fanno compagnia a Ryan Gosling.

Insomma in questa pellicola appena uscita di scienza ce n’è pochina (molto meno che in Star Wars tanto per dire), ma al di là di tanti “errori” improponibili anche per una sci-fi che non sia troppo hard (elementi notoriamente gassosi a temperatura ambiente come lo Xenon che qui sono solidi chissà per quale motivo, alieni che non conoscono le radiazioni o la teoria della relatività  ma vanno comunque nello spazio profondo (sic), calcoli sul tempo dei viaggi interstellari presi direttamente dall’estrazione del lotto), quello che fa davvero male è vedere che ad Hollywood ancora usano lo schemino scimmia – uomo della famigerata “marcia del progresso” per spiegare l’evoluzione biologica. Due punti in meno al film e andate a studiare: march!

Insomma Drew Goddard si conferma uno sceneggiatore capace di genialità assolute (Cloverfield, Quella casa nel bosco) ma anche di cose molto meno entusiasmanti (World War Z, 7 sconosciuti a El royale) e in questa pellicola riesce a toccare sia le prime che le seconde.
Fra 6 e 7 stellette sul mio personale Imdb. Ne metto 7 solo per simpatia verso Ryan Gosling