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Aspettando la fine del mondo. Addio ZioPiero.

Pubblicato il 8 Feb 2026

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7.2.2026

Ciao Zio Piero,
non avrei voluto davvero essere qui oggi.

Non avrei voluto essere qui e non avrei voluto neanche prendere la parola per dire due parole in tuo ricordo. Ho sempre l’idea che qualunque cosa possa dire in queste situazioni sia inutile.

Però, hai visto mai che alla fine, davvero, ci dovessimo incontrare di nuovo… già mi immagino quante me ne potresti dire. “Oh, scrivi tanto ma due parole per me non l’hai trovate, bell’amico che sei!”
Ecco questa sarebbe una delle immancabili battute macabre del tuo repertorio, e lo sappiamo entrambi quanto l’avresti tirata alle lunghe facendo l’offeso!

Quindi eccomi qui a “dire due parole”. Due parole.
Come fanno due parole a ricordarti caro mio? Hai un idea di quanto tempo staremo davanti a una birra a dire, “Eh quando c’era lo Zio Piero però…”?

Due parole per descrivere quanto ognuno di noi ti volesse bene perché avevi capito a fondo cosa significa “essere amici”?
Due parole per descrivere quanto ognuno di noi potesse davvero contare su di te in ogni occasione difficile?

Non è possibile, davvero. Tutto quello che riesco a dire è il mio rammarico per tutte quelle situazioni che non ci saranno più.

Non ci saranno più le tue improvvisate, quando ti precipitavi a farci vedere la tua macchina nuova-usata scovata chissà dove nonché occasione della vita che, puntualmente, ti lasciava a piedi dopo poco tempo.
Non ci saranno più i mondiali visti insieme a tifare Roberto Baggio che provava a vincerli da solo.
Non ci saranno più Dylan Dog e Martyn Mystere che ogni volta che si incontravano facevano tremare il mondo, esattamente quello che succedeva a noi.
Non ci saranno più le sfide a basket tre contro tre alle due del pomeriggio sotto il sole d’agosto, le notti estive e i cornetti caldi che non bastavano mai, le Dyane azzurre con il tettino apribile e le maracas messicane che tenevano il ritmo molto dopo la chiusura della discoteca.
Non ci saranno più i whisketti della mezzanotte, le bariste scandalizzate e le luci blu che: “…Prostino è meglio che accosti!”.

Non ci saranno più.
Lo dico e già so che non è così.
Perché se ne parlo vuol dire che ci sono ancora e ci saranno eccome. Per sempre.
E ci sarai anche tu, quando non potrai esserci.

E in fin dei conti il dolore, quel tipo di dolore, nasce tutto da qui. Dalla tua assenza quando sarai comunque presente.

Noi amici ci incontreremo e parleremo a lungo. Condivideremo come è giusto che sia.
Condivideremo quello che è già comune.
Condivideremo quello che è solo di qualcuno ma che ora si sente in dovere di condividerlo con gli altri.
Condivideremo tutto quello che pensiamo che ti avrebbe fatto piacere che avremmo condiviso.
Poi troveremo un nuovo equilibrio con la tua assenza e la tua presenza, e ti ricorderemo sempre con più serenità e dolcezza.

Lo sappiamo è così che funziona ed è così che deve essere.

Però Zio Piero mio, che brutta botta che ci hai dato.

Pier Paolo Tommasi 23.12.1971 – 7.1.2026

 

[ Spunto per queste parole dai pezzi dei Negrita e di Ligabue]